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Campi elettromagnetici prodotti dalle stazioni radio base

La telefonia cellulare emette campi elettromagnetici con frequenze tra i 700 e i 2800 MHz.
Anche il telefonino emette lo stesso tipo di onde delle stazioni radio base seppur con potenze sensibilmente minori (1-2 W).

Poiché le modalità con cui gli impianti per la telefonia cellulare irradiano campi nell’area circostante sono calcolabili, è possibile – sulla base dei dettagli tecnici degli impianti – verificare e garantire che i livelli di campo siano inferiori ai limiti di legge in tutti gli edifici circostanti e nelle aree occupate stabilmente da comunità di persone.

I limiti di esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da questi impianti sono fissati (in funzione della frequenza) in 20-40 V/m, per il campo elettrico, e 0,05-0,1 A/m, per il campo magnetico.
Valori di attenzione e obbiettivo di qualità: all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere o nelle aree intensamente frequentate, questi valori scendono a 15 V/m, per il campo elettrico, e 0,039 A/m, per il campo magnetico.

Sulla base delle valutazioni e dei controlli effettuati da ARPAT, si può affermare che, nonostante la loro diffusione all’interno dei centri urbani, gli impianti per la telefonia cellulare molto raramente determinano situazioni di criticità.